Alpine A110 Future: l’auto sportiva elettrica che non può permettersi compromessi

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Alpine A110 Future: l’auto sportiva elettrica che non può permettersi compromessi

Pubblicato 3 luglio 2026

Un nome che porta con sé un peso notevole

Essere la terza generazione di un’icona comporta una pressione particolare. L’Alpine A110 originale vinse la prima edizione del Campionato mondiale di rally nel 1973; la seconda generazione, rilanciata nel 2017, ha ricordato a un’intera era automobilistica quali fossero le sensazioni offerte da un’auto sportiva leggera e davvero specializzata. La terza generazione, quindi, arriva portando con sé il peso di entrambi quei capitoli e l’ambizione di un terzo che non assomiglia a nessuno dei due. Alpine ha chiamato il suo prototipo di sviluppo, svelato oggi in vista del suo debutto al Goodwood Festival of Speed, in modo semplice e deliberato: A110 Future. Il nome non è una trovata di marketing. L’A110 Future è un prototipo di sviluppo funzionante, costruito per testare la tecnologia che sarà alla base della A110 di terza generazione di serie, un’auto che Alpine descrive come la prima vera auto sportiva elettrica al mondo. Sarà in pista ogni giorno durante i quattro giorni di Goodwood, dal 9 al 12 luglio, davanti al pubblico che rende il Festival of Speed il più grande garden party automobilistico del mondo. Pochi luoghi potrebbero essere più adatti per un’auto che deve dimostrare, in azione, che l’elettrificazione e il carattere di una vera auto sportiva non sono una contraddizione in termini.

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La Alpine Performance Platform: ingegneria senza compromessi

Al centro dell’A110 Future c’è la nuovissima Alpine Performance Platform, un’architettura su misura progettata da zero per un’auto sportiva, non adattata da un’altra. La base è costituita da un’avanzata struttura in alluminio progettata per garantire quella reattività dinamica che da sempre contraddistingue Alpine, mentre i due pacchi batteria sono posizionati in modo da mantenere una distribuzione del peso anteriore-posteriore di 40/60: l’equilibrio di una vera auto sportiva, non un compromesso dettato da esigenze di spazio. La piattaforma utilizza la tecnologia «cell-to-pack» a 800 V con celle ad alta densità energetica, riducendo contemporaneamente sia il peso che il tempo di ricarica: proprio quel tipo di dettaglio che distingue una piattaforma specificamente progettata per un’auto sportiva da un semplice adattamento elettrificato di un altro modello. La trazione è fornita da un nuovo doppio motore elettrico posteriore con assale elettrico 3-in-1 dotato di un inverter in carburo di silicio, in grado di erogare una coppia eccezionale con un controllo ultraveloce, mentre le sospensioni interamente in alluminio e i sistemi integrati di frenata e sterzo completano un’architettura che non sembra tanto un elenco di componenti quanto piuttosto una filosofia ingegneristica coerente. L’ambizione dichiarata è chiara: superare le migliori auto sportive a combustione di oggi, secondo i criteri con cui un’auto sportiva è sempre stata giudicata: non l’autonomia, né l’efficienza, ma sensazioni, equilibrio e reattività.

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Un festival costruito attorno a una storia che vale la pena raccontare

La presenza di Alpine a Goodwood quest’anno va ben oltre la stessa A110 Future. Il Festival of Speed ripercorrerà l’intero arco evolutivo dell’A110, dai suoi giorni da icona del rally alla sua forma attuale e al capitolo elettrico che sta per iniziare, con modelli storici allineati lungo la collina accanto al prototipo di sviluppo. Accanto a loro ci saranno l’A290, la hot hatch elettrica più venduta di Alpine, e l’A390, una fastback sportiva a cinque posti da 470 hp che dimostra l’ampiezza delle ambizioni prestazionali di Alpine. Un “Alpine Moment” dedicato, giovedì 9 luglio, riunirà l’A110 Future insieme ai modelli storici della A110 in una Brand Parade, con una dimostrazione di guida della vettura di Formula 1 E20 a chiudere l’evento. Il filo conduttore della Formula 1 attraversa l’intero weekend di Goodwood. Pierre Gasly e Franco Colapinto sono i protagonisti di una formazione di cinque piloti del BWT Alpine Formula One Team, affiancati dai piloti dell’Alpine Academy e dai piloti di riserva Nina Gademan, Paul Aron e Alex Dunne: una rosa che riflette sia i volti affermati che quelli emergenti del programma. Simulatori interattivi, incontri quotidiani con i piloti e sessioni di autografi, oltre a DJ set all’ora di pranzo, assicurano che lo stand Alpine sia ben più di una semplice esposizione statica durante tutti e quattro i giorni.

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Il peso del nome, la promessa di ciò che verrà

Ciò che rende significativa l’A110 Future non è semplicemente ciò che è – un prototipo di sviluppo, un banco di prova, un progetto in fase di realizzazione – ma ciò che rappresenta. Alpine non sta svelando un prodotto finito a Goodwood. Sta rivelando un impegno: che la prossima A110 sarà costruita su una piattaforma concepita interamente in funzione di ciò che un’auto sportiva richiede, piuttosto che di ciò che un propulsore elettrico consente. La distinzione è importante, perché la storia dell’A110 è una storia di come abbia sempre saputo definire correttamente quella priorità. L’auto originale vinse i rally perché era più leggera, più precisa e più mirata di qualsiasi altra sua avversaria. Il rilancio del 2017 ebbe successo per le stesse ragioni in un’era diversa. L’A110 Future, sia nel nome che nella logica ingegneristica, segnala che la terza generazione intende affrontare l’elettrificazione con la stessa disciplina, non come una transizione da gestire, ma come un mezzo da padroneggiare. Goodwood, un festival che ha sempre compreso la differenza tra un’auto che offre prestazioni e un’auto che ha un significato, potrebbe rivelarsi il luogo ideale per iniziare a sostenere questa tesi.

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