Una visione personale, un linguaggio universale
Il programma Ferrari Special Projects nasce per rispondere a una domanda a cui nessun catalogo può dare una risposta: come sarebbe una Ferrari se fosse costruita interamente sulla base della visione personale di una sola persona su come dovrebbe essere una Ferrari? La CZ26, presentata a Monterey il 13 agosto 2026, è la risposta più recente e forse la più rigorosa dal punto di vista formale a questa domanda. Realizzata in collaborazione con un cliente statunitense dallo Studio di Design Ferrari sotto la direzione di Flavio Manzoni, e costruita sull’eccezionale piattaforma tecnica della SF90 Stradale, con tutte le sue specifiche prestazionali intatte, la CZ26 non cerca di apparire come una Ferrari di serie vista da una nuova angolazione. Punta a qualcosa di più ambizioso: un’identità stilistica completamente indipendente, ottenuta attraverso un processo di riduzione e precisione piuttosto che di aggiunta e complessità. La SF90 Stradale su cui si basa rimane immutata: il suo propulsore ibrido, i suoi limiti prestazionali, l’architettura fondamentale di una delle auto da strada più capaci della Ferrari. Ciò che la CZ26 aggiunge non è una maggiore capacità, ma un diverso tipo di presenza: una presenza definita dalla forza, dalla purezza formale e da un linguaggio di design immediatamente leggibile che attinge ai principi del design industriale italiano degli anni ’70 e li reinterpreta attraverso una lente contemporanea e lungimirante.


Una superficie, un’idea, una silhouette
Il design della CZ26 parte da una premessa: che l’intera carrozzeria di un’auto possa essere concepita come l’estrusione di un unico elemento, che scorre dalla parte anteriore a quella posteriore senza interruzioni e si conclude naturalmente in una coda troncata, pulita e scolpita. Il risultato è una silhouette a due volumi nettamente orizzontale, con una presenza stabile e aderente alla strada, costruita attorno a una massa centrale pura, descritta dai designer Ferrari come a forma di capsula, sostenuta da quattro elementi muscolosi ai passaruota che appaiono al tempo stesso strutturali e scultorei. Ogni superficie scaturisce da quella logica centrale, e ogni elemento funzionale – le prese d’aria laterali, la parte anteriore, il diffusore posteriore, i gruppi ottici a sbalzo, le estensioni dei passaruota in fibra di carbonio – emerge direttamente dalla superficie principale anziché esservi applicato. La parte anteriore è dominata da una griglia funzionale a tutta larghezza che incorpora gruppi ottici ultrasottili dall’effetto nascosto, prese d’aria per i freni, sensori e componenti tecnici, il tutto unificato da un bordo d’attacco verticale senza precedenti che conferisce all’auto un volto audace e deciso, diverso da qualsiasi altro modello dell’attuale gamma Ferrari. Nella parte posteriore, i fanali a sbalzo e un diffusore orizzontale pronunciato, progettato tanto per allargare visivamente l’assetto della vettura quanto per svolgere una funzione aerodinamica, chiudono la silhouette con una leggerezza scultorea che fa percepire la coda troncata come inevitabile piuttosto che brusca. L’abitacolo è integrato nella forma complessiva grazie alle finiture nere sul tetto e sui montanti, creando l’effetto di un cockpit incastonato nella carrozzeria anziché sovrastarla, preservando la chiarezza del design esterno da ogni angolazione.


Argento Veloce, Rosso Lampante e la precisione delle finiture
Le scelte cromatiche e materiche della CZ26 sono state sviluppate con un’ispirazione futuristica in mente, e mantengono fede a tale ambizione con una specificità che esalta il design anziché limitarsi a decorarlo. La carrozzeria è rifinita in Argento Veloce, un’esclusiva tonalità argento dall’effetto liquido che sottolinea la ricchezza delle superfici e la precisione di ogni linea, mentre i dettagli in Rosso Lampante creano un contrasto sorprendente sugli elementi funzionali e tecnici dell’auto, definendone il carattere dinamico senza interrompere il rigore formale della composizione complessiva. Gli elementi in fibra di carbonio pigmentata sottolineano ulteriormente la complessità della carrozzeria, mentre i cerchi, progettati appositamente per la CZ26, combinano una finitura verniciata in nero lucido con un trattamento superficiale di pallinatura, ottenuto mediante sabbiatura con microsfere per produrre un effetto lucido di notevole raffinatezza. All’interno, il linguaggio tecnico degli esterni si traduce in un abitacolo il cui punto focale è un tessuto tecnico nero su misura, abbinato a inserti dei sedili realizzati tramite produzione additiva e caratterizzati da un disegno superficiale sviluppato appositamente per questa vettura. Il contrasto tra il tessuto tecnico opaco e la fibra di carbonio satinata è accentuato da una speciale fibra di carbonio lucida con filamenti metallici intrecciati nella sua struttura, un materiale che cambia carattere al variare della luce, conferendo agli interni una profondità tridimensionale che le superfici piatte non possono eguagliare. I dettagli in Rosso Lampante fanno eco all’esterno in ogni punto, mentre gli elementi in tinta con la carrozzeria sui pannelli delle portiere e sulla parte superiore del cruscotto completano una composizione in cui l’abitacolo non appare decorato, ma ben definito.


L’aerodinamica come architettura
Lo sviluppo aerodinamico della CZ26 è accurato quanto il suo design visivo, e i due aspetti sono indissolubilmente legati nella concezione. Nella parte anteriore, il sistema di raffreddamento e la gestione del flusso d’aria sono stati completamente riprogettati, il gruppo radiatore centrale è stato riorientato e sono stati introdotti condotti di bypass dedicati, migliorando contemporaneamente sia l’efficienza di raffreddamento che la deportanza generata sull’asse anteriore. Anche il sottoscocca e il sistema di generatori di vortici sono stati completamente ripensati per ottimizzare l’equilibrio aerodinamico, mentre i sistemi a cortina d’aria nelle sezioni esterne del paraurti anteriore gestiscono la scia generata dalle ruote anteriori, riducendo la resistenza aerodinamica senza alterare visibilmente le superfici esterne. Nella parte posteriore, un grande spoiler superiore e un diffusore dedicato lavorano in combinazione per aumentare la deportanza mantenendo l’efficienza aerodinamica, mentre il cofano motore riprogettato incorpora prese d’aria dedicate per la gestione termica del vano motore in tutte le condizioni operative. Ogni intervento aerodinamico è stato sviluppato nell’ambito dello stesso linguaggio formale che governa l’identità visiva dell’auto: elementi funzionali che emergono dalla superficie principale, senza mai imporsi su di essa. In questa coerenza tra necessità ingegneristica e intenzione progettuale, la CZ26 raggiunge un risultato che le auto di serie più tecnicamente avanzate raramente riescono a ottenere: un esemplare unico che sembra non avrebbe potuto essere progettato in nessun altro modo.





